Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/638

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non se la prendono coi turbanti; non cercano se non di contentare la loro avidità. Voi faceste come tutti quelli della vostra sorta. Se fanno un guadagno straordinario o se accade ad essi qualche inaspettata buona fortuna, abbandonano il lavoro, si divertono, stravizzano, fanno baldoria finchè il denaro dura; e quando hanno scialacquato tutto, trovansi nella stessa necessità e nei bisogni medesimi di prima. Voi non marcite nella miseria se non perchè lo meritate, e vi rendete voi stesso indegno del bene che si vuol farvi.»


NOTTE CCCLV



— «Signore,» ripigliai io, «soffro queste rampogne, e sono disposto a patire anche tutte le altre che sapreste farmi; ma le soffro con tanta maggior pazienza, perchè non credo di averle meritate. La cosa è talmente notoria in tutto il quartiere, da non esservi alcuno il quale non possa attestarlo. Informatevene da per voi, e rileverete che non cerco d’ingannarvi. Confesso di non aver udito dire che i nibbi involassero turbanti; ma pure la cosa mi è accaduta, come un’infinità d’altre che, non mai avvenute, succedono nondimeno giornalmente. —

«Saad prese le mie parti, e raccontò a Saadi tante altre storie di nibbi non meno sorprendenti, alcune delle quali non erangli ignote, ch’egli alla fine, trattasi dal seno la borsa, mi contò altre duecento pezze d’oro in mano, le quali, per mancanza di borsa, mi riponeva ad una ad una in seno. Terminato ch’ebbe Saadi di contarmi la somma: — Hassan,» disse,