Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/591

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gliato di quel prodigio di valore; gettò le braccia al collo di Alì e gli rese grazie della sua salvezza.

«Allorchè i viaggiatori furono felicemente usciti dalla Valle dei Lioni, rimaneva da attraversare la Valle dei Cani, luogo non meno pericoloso pei Beduini che l’infestavano. E vi furono infatti assaliti da una grossa truppa di tali ladroni. Ma Alì aveva coperto il suo cavallo di campanelli, il cui suono avendo spaventati i cavalli dei Beduini, una parte di que’ masnadieri prese la fuga; gli altri tinsero del loro sangue la lancia di Alì. In fine, la caravana giunse felicementre a Bagdad, dove il sindaco dei mercanti pagò al suo liberatore il debito della gratitudine. Preso commiato dal sindaco, si pose in via per recarsi alla dimora di Ahmed-ed-Deouf. Erasi Argento-Vivo già informato dove dimorassse presso parecchie persone, le quali non aveano saputo dargli indicazioni soddisfacenti, allorchè giunse su una piazza dove giuocavano alcuni garzoncelli. — Bisogna che mi rivolga a questi fanciulli,» disse Alì tra sè. Comprate subito alcune focacce che si pose in mano, uno di quei ragazzi, attirato dall’odore, gli si avvicinò. Chiamavasi codesto fanciullo Al-Lakit e, come si è veduto al principio di questa storia, era nipote di Zeineb e di Delileh. — Sono tue queste focacce,» gli disse Argento-Vivo, «se m’insegni la casa di Ahmed-ed-Deouf. » Si mise il fanciullo a corrergli innanzi e lo condusse alla casa che cercava. Alì Argento-Vivo bussò alla porta. — Aprite!» gridò di dentro Ahmed-ed-Deouf alla sua gente; «è Alì Argento-Vivo, che trovasi alla porta; lo conosco dal modo di bussare.» Si aprì; Alì entrò, ed Ahmed-ed-Deouf l’accolse con la più viva gioia. Lo presentò quindi a’ suoi quaranta uffiziali di polizia, e passarono insieme la notte a bere e divertirsi. La mattina, Ahmed lo lasciò per accompagnare i collegi al divano. Alì voleva uscire anch’e-