Pagina:Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria.pdf/12

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

ALL’ONORANDO, CHIARISSIMO, ED ILLUSTRE MAGISTRATO


D. GENNARO RICCIO


SOCIO DELLE PRIME ACCADEMIE DI EUROPA



Signore


Quale attuale capo e rappresentante di questa Città e Municipio, diunita a tutti i cittadini di questa Lucera, di ogni ordine e classe, altissimo rendimento di grazie dobbiamo alla Clemenza dell’Augusto Sovrano Signor Nostro per averci argito l’onore della di Lei destinazione in questo Tribunale Civile, nel quale da varii anni co’ colleghi fa sentire alla Provincia la forza distributiva di forte ed imparziale giustizia. E quì permanendo, siamo noi, o Signore, che alta gratitudine e devota riconoscenza dobbiamo a Lei tributare, che illustre per le svariate cognizioni che l’adornano, e profondo nelle conoscenze archeologiche, l’è piaciuto occuparsi delle antichissime memorie e monumenti di questa Città, quando era capitale della Daunia, raggranellandone una moltitudine, ed illustrandole a gloria di questa italiana contrada. E sarà un monumento non perituro per questa Città, e che i suoi cittadini rimembreranno sempre con orgoglio, il di Lei lavoгo, letto già nel VII. Congresso degli scienziati italiani, su i nummi dell’antica Luceria, e sua origine e grandezza, che a questo Municipio ha voluto dedicare. Doppia gratitudine quindi Le umilio, portando la parola del Municipio intero, che me ne ha autorizzato con solenne seduta decurionale, e per l’avvantaggio reso alla scienza, o peculiarmente alla numismatica Lucerina, e per la degnazione avuta d’intestarlo a questa città, tra i cui ruderi seppe il di Lei genio frugare e rinvenire i monumenti, che la fanno ricordare con gloria.

Ed attendiamo con ansia la pubblicazione di questo dotto lavoro, mentre pieno di altissimo e sentito rispetto mi dichiaro.


Di Lei chiarissimo signore


Lucera 10 febbraio 1846.


Devot.mo Obbed.mo Servo Vero
Giambattista Gifuni.