Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/275

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al suo centro, le parti piú remote descrivono cerchi maggiori, e le piú vicine gli descrivono nell’istesso tempo minori.


Simplicio

Quare quæ æquinoctiali propiores in maiori, quæ remotiores in minori, circulo feruntur?(14)


Salviati

Per immitar la sfera stellata, nella quale le piú vicine all’equinoziale si muovon in cerchi maggiori che le piú lontane.


Simplicio

Quare pila eadem sub æquinoctiali tota circa centrum Terræ ambitu maximo, celeritate incredibili, sub polo vero circa centrum proprium gyro nullo, tarditate suprema, volveretur?. (15)


Salviati

Per immitar le stelle del firmamento, che farebbon l’istesso se ’l moto diurno fusse loro.


Simplicio

Quare eadem res, pila verbi gratia plumbea, si semel Terram circuivit descripto circulo maximo, eamdem ubique non circummigret secundum circulum maximum, sed translata extra æquinoctialem in circulis minoribus agetur? (16)


Salviati

Perché cosí farebbero, anzi pure hanno fatto in dottrina di Tolomeo, alcune stelle fisse, che già erano vicinissime all’equinoziale e descrivevan cerchi grandissimi, ed ora, che ne son lontane, gli descrivon minori.


Sagredo

Oh s’io potessi tenere a mente tutte queste belle cose, mi parrebbe pur d’aver fatto il grand’acquisto! Bisogna, signor Simplicio, che voi me lo prestiate questo libretto, perché egli è forza che perentro vi sia un mare di cose peregrine ed esquisitissime.


Simplicio

Io ve ne farò un presente.


Sagredo

Oh questo no, io non ve ne priverei mai. Ma son finite ancora le interrogazioni?


Simplicio

Signor no; sentite pure: Si latio circularis gravibus et levibus est naturalis, qualis est ea quæ fit secundum lineam rectam? nam si naturalis, quomodo et is motus qui circum est, naturalis est, cum specie differat a recto? si violentus, quî fit ut missile ignitum, sursum evolans, scintillosum caput sursum a Terra, non autem circum, volvatur?(17) etc.


Salviati

Già mille volte si è detto che il moto circolare è naturale del tutto e delle parti, mentre sono in ottima disposizione: il retto è per ridurr’all’ordine le parti disordinate; se ben meglio è dire che mai, né ordinate né disordinate, non si muovon di moto retto, ma di un moto misto, che anco potrebb’esser circolare schietto; ma a noi resta visibile e osservabile una parte sola di questo moto misto,