Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/31

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32 21 — 22 febbraio 1637. [3435-3436]


II Sig.r Alberghetti1 fu a vedermi uno de questi giorni. Mi dice che va dietro al suo specchio parabolico, e questa quadragesima sarà compito. Io pure, senza sapere perchè, ho certa repugnanza di credere che risponda all’aspettatione. Mi promise un schizzo della sua sfera Copernicana, che mi dà più soddisfattione che l’Olandese, de quali ho una. Certo nelle macchie solari egli occularmente fa vedere li fenomini scritti da V. S., che è cosa singolare. Vi ha aggionti due. Giove superiore, et inferiore Venere: non li ho veduti, ma mi accerta far ad unguem le loro rivolutioni, cioè la terra una annua, Venere in 10 mesi, et Giove in 12. All’allongar del giorno sarò a vederlo, et se mi fa lo schizzo, lo mandarò a V. S.; alla quale desidero quiete e gusto, dove io mi travaglio, in vece di speculationi, in processi. La notte mi rifacio, perchè mi rido di molte cose che il mondo ammira. Le b. le mani.

Ven.a 21 Feb.° 1637.
Di V. S. molto Ill.re et Ecc.ma

S.r Galileo.


Dev.mo Ser.

F. F.


3436.

PIETRO DE CARCAVY a [GALILEO in Firenze].

Parigi, 22 febbraio 1637.


Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. VI, T. XIII, car. 10. — Autografa.

Molto Ill.e Sig.r mio e Pad.a mio Cariss.o

Giudicarà V. S., che conosce la mia osservanza verso di lei, quanto grave mi sia stato l’intendere che ella non habbia ricevuto le mie lettere. Ho pur scritto a V. S., e mi assicuro di non dir cosa che non sia vera; ma come vedo che se ne sono perdute delle sue, non mi maraviglio che le mie si sianno smarrite, ancora che fossero tutte consegnate al Sig.r Ruberto2 suo cugino: non dimeno non mi dolgo di lui, ma della mia mala fortuna.

Scriveva3 a V. S. multe cose attenenti alla stampa delle sue opere (le figure delle quali sono intagliate), preghandola mi diesse aviso della maniera nella quale desiderava che fussero stampate, e si fusse bisogno adiugniervi alcuna cosa me lo mandasse. Scriveva ancora in consideratione del librare, el quale, non potendo havere un privilegio per le opere già stampate (che si tratta così in Francia),

Lett. 3435. 13-14. Giove un 12 Lett. 3436.333 2-3. grave mia sia

  1. Sigismondo Alberghetti.
  2. Roberto Galileo.
  3. Cfr. n.° 3199.