Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/37

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

33

che secondo il Micheli era una Fabbrica, sive ornamentorum apparatum, sive structuræ soliditatem spectares, nulli Galliarum ædificio postferenda. Usciti di questo Palazzo vedremo a’ fianchi del gran Arco di mezzo eretta nella Piazza a man destra sopra di un proporzionato Piedestallo la Statua Colossale di Torquato Tasso in veste talare, scolpita in marmo, coll’alloro in fronte, e un libro in mano dal valente Giovambatista Vismara Milanese, per legato di Marcantonio Foppa nobile della Patria, e Cittadino Romano, morto in Roma l’anno 1673. il quale legò altresì alla nostra Città cinque insigni Quadri; che sono l’Effigie del Cardinal Bembo di mano di Tiziano, quella del Cardinale Albani dipinta da Scipione Gaetani, questaFonte/commento: Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/172 di Torquato Tasso, e di Bernardo di lui Padre d’ignota mano, e una Testa di Publio Fontana espressa dal pennello, ne’ Ritratti impareggiabile, di Gio. Batista Moroni. Dirimpetto al Vecchio corrisponde il


VI.


DElla Città, la di cui Loggia costrutta di marmi, e ideata da Vincenzo Scamozzi a Pilastri e Colonne con nove Archi di fronte, e un nobilissimo Cornicione, che ricorre davanti e dai lati, è sommamente maestosa e leggiadra. Nella Sala dei Consiglio si veggono appesi i sopraddetti Quadri testati dal Foppa, e ne formano un singolare ornamento. Sulla Facciata di una Casa, che è dirim-