Pagina:Le poesie di Catullo.djvu/109

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trad. da Mario Rapisardi 109


L’onice vostro, io dico, o vereconde
     Che cercate l’amor di un casto letto;
     123Ma di chi sozzi affetti in cor nasconde,

E d’adulteri nodi il seno ha stretto,
     Beva la sabbia le profferte esose:
     126Chè doni dalle indegne io non accetto.

Ma sempre tra di voi, pudiche spose,
     La pace alberghi, e sempre i lari vostri
     129Semini Amore di perpetue rose.

Tu, qualor volgi agli stellati chiostri,
     Regina, i lumi, e ne’ giorni festivi
     132Propiziando a Venere ti prostri,

Deh, regina, non sia che me tu privi
     Me che fui tua, di sirj unguenti: pia
     135Versa, o regina, a me balsami a rivi.

Oh, ruinasse per l’eterea via
     Ogni astro, e si mutasse il mio destino!
     138Pur che tua chioma novamente io sia,

Splenda l’Acquario ad Orion vicino!