Pagina:Le poesie di Catullo.djvu/35

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trad. da Mario Rapisardi 35

33

Ai bagni esimio nel far man bassa
     Babbo Vibenio, figlio bardassa,

(Giacchè le granfie l’uno ha rapaci
     Quanto le natiche l’altro voraci)

5O perchè al diavolo non ve n’andate?
     Ormai sa il popolo le birbonate

Del padre; e l’ispide lacche, o figliuolo,
     Non le puoi vendere più un soldo solo.


34

          Sacri a Diana ingenui
          Noi siam garzoni e vergini:
          Garzoni ingenui e vergini
               4Cantiam Diana dea.

          O Latonia, del massimo
          Giove augusta progenie,
          Presso l’ uliva delia
               8Te la madre ponea,