Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/442

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410 adjecta

RONZIO D'INSETTI

I.


     Nell’arso mezzodì, nella feroce
vampa del sol che brucia e par che getti
fiamme sul mondo, parlano gl’insetti
4cautamente fra loro e sottovoce;

     e dicon: sia lodato il sol che cuoce
dell’uom le membra, le campagne e i tetti,
poi che viver ci fa senza sospetti
8del pericolo nostro e non ci nuoce.

     L’uomo riposa ed or non ci molesta
con la falce ne’ prati o nelle messi
11e il suo terribil piè non ci calpesta.

     Peccato il nascer piccoli e dimessi!
Fossimo grandi, o sorte disonesta,
14noi non vivremmo timidi ed oppressi!