Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/448

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416 adjecta


     Ma quando un roseo velo,
come un vapor di gemme,
sui colli di Betlemme
92mutò colore al cielo,
Ruth, con le gote accese
e il petto ansante ancora,
verso la sua dimora
96lenta il cammin riprese

     e al tetto suo venuta,
pensando al dì trascorso
sentì come un rimorso
100della virtù perduta,
e ricordò il marito
a cui le braccia aperse
quando se stessa offerse
104sul talamo fiorito.

     E Ruth disse a Noemi:
«Ecco, io ti tenni fede.
«Quei campi son mercede
108«ai favor miei supremi;
«ma se le spighe d’oro
«ti porto fra le braccia,
«come alzerò la faccia
112«innanzi al Dio che adoro?»