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LE SELVE ARDENTI 201

Aho! Terribile Calkraff!

— Siete guarito dalla vostra bisontite acuta, ed ora anche, pare, dalla boxe.

L’America è proprio il paese che guarisce tutte le malattie degli isolani della superba Inghilterra. È già qualche cosa. —

L’indian-agent e Harry avevano sollevato l’inglese, il quale pareva che respirasse molto a stento.

Sandy-Hook prese la sua borraccia, la quale conteneva ancora un po’ di whiskey e la porse al pugilatore ostinato, dicendogli:

— Tracannate un buon sorso, milord. Non è vetriolo di prateria questo, perchè me l’hanno regalato gli yankees. Su bevete. —

L’inglese fece dapprima tre o quattro lunghe aspirazioni, poi prese la fiaschetta e la vuotò.

— Va meglio, ora? — chiese il bandito ridendo.

— Aho! Buono! Io stare così forte ora da potere riprendere partita.

— Ah, no, milord! Questa lezione è stata l’ultima che vi ho dato, ricordatevelo. Ed ora, a cavallo. —

Intanto Giorgio aveva tagliato due zamponi al grosso maschio e li aveva appesi alla sella del suo mustano.

Vi era abbastanza carne per pranzare e cenare almeno un paio di giorni.

Cinque minuti dopo, quantunque cominciasse a nevicare, i sei avventurieri galoppavano sulla pista delle ultime Selve Ardenti.