Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/107

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


XXVI. IL PENSIERO DOMINANTE IOI che in perpetuo signor dato mi sei. Altri gentili inganni soleami il vero aspetto 125 più sempre infievolir. Quanto più torno a riveder colei della qual teco ragionando io vivo, cresce quel gran diletto, cresce quel gran delirio, ond’io respiro. 130 Angelica beltade! panni ogni più bel volto, ovunque io miro, quasi una finta imago # il tuo volto imitar. Tu sola fonte d’ogni altra leggiadria, 135 sola vera beltà parmi che sia. Da che ti vidi pria, di qual mia seria cura ultimo obbietto non fosti tu? quanto del giorno è scorso, ch’io di te non pensassi? ai sogni miei 140 la tua sovrana imago quante volte mancò? Bella qual sogno, angelica sembianza, nella terrena stanza, nell’alte vie dell’universo intero, 145 che chiedo io mai, che spero altro che gli occhi tuoi veder più vago? altro più dolce aver che il tuo pensiero? 7