Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/19

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IL MONUMENTO DI DANTE

Di lor querela il boreal deserto
e conscie fur le sibilanti selve.
Cosi vennero al passo,
e i negletti cadaveri all’aperto
su per quello di neve orrido mare
dilaceràr le belve ;
e sarà il nome degli egregi e forti
pari mai sempre ed uno
con quel de’ tardi e vili. Anime care,
bench’infinita sia vostra sciagura,
datevi pace; e questo vi conforti
che conforto nessuno
avrete in questa o nell’età futura.
In seno al vostro smisurato affanno
posate, o di costei veraci figli,
al cui supremo danno
il vostro solo è tal che s’assomigli.
Di voi già non si lagna
la patria vostra, ma di chi vi spinse
a pugnar contra lei,
si ch’ella sempre amaramente piagna
e il suo col vostro lacrimar confonda.
Oh di costei ch’ogni altra gloria vinse
pietà nascesse in core
a tal de’ suoi ch’affaticata e lenta
di si buia vorago e si profonda
la ritraesse! O glorioso spirto,
dimmi: d’Italia tua morto è l’amore?
di’: quella fiamma che t’accese, è spenta?
di’ : né più mai rinverdirà quel mirto
ch’alleggiò per gran tempo il nostro male
nostre corone al suol fien tutte sparte?
né sorgerà mai tale
che ti rassembri in qualsivoglia parte?

CANTI <