Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/26

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m>155 allobrogo feroce, a cui dal polo maschia virtù, non già da questa mia stanca ed arida terra, venne nel petto; onde privato, inerme, (memorando ardimento) in su la scena 160 mosse guerra a’tiranni : almen si dia questa misera guerra e questo vano campo all’ ire inferme del mondo. Ei primo e sol dentro all’arena scese, e nullo il segui, che l’ozio e il brutto 165 silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. Disdegnando e fremendo, immacolata trasse la vita intera, e morte lo scampò dal veder peggio. Vittorio mio, questa per te non era 170 età né suolo. Altri anni ed altro seggio conviene agli alti ingegni. Or di riposo paghi viviamo, e scorti « da mediocrità: sceso il sapiente e salita è la turba a un sol confine, 175 che il mondo agguaglia. O scopritor famoso, segui; risveglia i morti, poi che dormono i vivi ; arma le spente lingue de’ prischi eroi; tanto che in fine questo secol di fango o vita agogni 180 e sorga ad atti illustri, o si vergogni.</poem>