Pagina:Leopardi - Canti, Piatti, Firenze 1831.djvu/132

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125 canto xviii.

     Piansi spogliata, esanime
Fatta per me la vita;
La terra inaridita,
20Chiusa in eterno gel;
     Deserto il dì; la tacita
Notte più sola e bruna;
Spenta per me la luna,
Spente le stelle in ciel.

     25Pur di quel pianto origine
Era l’antico affetto:
Ne l’intimo del petto
Ancor viveva il cor.
     Chiedea l’usate immagini
30La stanca fantasia:
E la tristezza mia
Era dolore ancor.

     Fra poco in me quell’ultimo
Dolore anco fu spento;
35E di più far lamento
Valor non mi restò.
     Giacqui: insensato, attonito,
Non dimandai conforto:
Quasi perduto e morto,
40Il cor s’abbandonò.