Pagina:Leopardi - Canti, Piatti, Firenze 1831.djvu/82

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76 canto viii.


Segno arrecò d’instaurata spene
La candida colomba, e de le antiche
Nubi l’occiduo Sol naufrago uscendo,
L’atro polo di vaga iri dipinse.
65Riede a la terra, e ’l crudo affetto e gli empi
Studi rinnova e le seguaci ambasce
La riparata gente. A gl’inaccessi
Regni del mar vendicatore illude
Profana destra, e la sciagura e ’l pianto
70A novi liti e novo cielo insegna.

     Or te, padre de’ pii, te giusto e forte,
E di tuo seme i generosi alunni
Medita il petto mio. Dirò siccome
Sedente, oscuro in sul meriggio a l’ombre
75Del riposato albergo, appo le molli
Rive del gregge tuo nodrici e sedi,
Te de’ celesti peregrini occulte
Beàr l’eteree menti; e quale, o figlio
De la saggia Rebecca, in su la sera,
80Presso al rustico pozzo e ne la dolce
Di pastori e di lieti ozi frequente
Aranitica valle, amor ti punse
De la vezzosa Labaníde: invitto
Amor, ch’a lunghi esigli e lunghi affanni