Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/124

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DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA TER. Cara Luna, io so che tu puoi parlare e rispon¬ dere ; per essere una persona ; secondo che ho inteso molte 5 volte da’ poeti : oltre che i nostri fanciulli dicono che tu veramente hai bocca, naso e occhi, come ognuno di loro ; e che lo veggono essi cogli occhi propri ; che in quell'età ragionevolmente debbono essere acutissimi. Quanto a me, non dubito che tu non sappi che io sono né più né meno 10 una persona; tanto che, quando era più giovane, feci molti figliuoli : sicché non ti maraviglierai di sentirmi parlare. Dunque, Luna mia bella, con tutto che io ti sono stata vicina per tanti secoli, che non mi ricordo il numero, io non ti ho fatto mai parola insino adesso, perché le faccende 15 mi hanno tenuta occupata in modo, che non mi avanzava tempo da chiacchierare. Ma oggi che i miei negozi sono ridotti a poca cosa, anzi posso dire che vanno co* loro piedi ; io non so che mi fare, e scoppio di noia : però fo conto, in avvenire, di favellarti spesso, e darmi molto pen- 4 A rispondere, — persona. — 6 A occhi — loro, — 7 A propri, — AMF quella — 9 AMF manco — 10 A persona, — Il A figliuoli, — 18 A piedi, 3 tu mi puoi rispondere, e dire quel che tu vuoi, — 4 inteso dir da’ poeti — 5 i fanciulli di quaggiù — 14 parola perché [parola finora,] — 15 ni' — m —- 16 da pensare a te. — 17-18 da loro stessi <