Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/144

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80 — concorrere alla porta di una casa privata, messisi tra la folla, entrarono nella casa; e trovarono sopra un letto un uomo disteso supino, che avea nella ritta una pistola ; ferito nel petto, e morto ; e accanto a lui giacere due fanciullini, 5 medesimamente morti. Erano nella stanza parecchie persone della casa, e alcuni giudici, i quali le interrogavano, mentre che un officiale scriveva. PROMETEO. Chi sono questi sciagurati ? UN FAMIGLIO. Il mio padrone e i figliuoli. 10 PRO. Chi gli ha uccisi? FAM. 11 padrone tutti e tre. PRO. Tu vuoi dire i figliuoli e se stesso? .FAM. Appunto. PRO. Oh che è mai cotesto ! Qualche grandissima sven- 15 tura gli doveva essere accaduta. FAM. Nessuna, che io sappia. PRO. Ma forse era povero, o disprezzato da tutti, o sfortunato in amore, o in corte ? FAM. Anzi ricchissimo, e credo che tutti lo stimassero; 20 di amore non se ne curava, e in corte aveva molto favore. PRO. Dunque come è caduto in questa disperazione ? FAM. Per tedio della vita, secondo che ha lasciato scritto. PRO. E questi giudici che fanno ? FAM. S’informano se il padrone era impazzito o no : 25 che in caso non fosse impazzito, la sua roba ricade al pub¬ blico per legge : e in verità non si potrà fare che non ricada. 2 A cata, — 3 A piatola, — 4 morto, — 9 AMF FAMIGLIO — 14 AMF quoto I — 18 A amore — A Corte — 20 A Corte — 25 AMF ché 2 in tu d’ un — 9 FAMILIARE — 13-17 Appunto. PRO. Fone era povero — 14 che è qurtto? Forte gli era accaduto qualche gran liniitro? F’AM. Neuuno, che io tappia 20 d* — curava, in — 22 a quel che — 26 pubblico, e in