Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/148

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84 — che tu me lo provi, con ragioni o fisiche o metafisiche t di qualunque disciplina. Per me, dico che la vita felice saria bene senza fallo ; ma come felice, non come vita. L vita infelice, in quanto all’essere infelice, è male; e attes 5 che la natura, almeno quella degli uomini, porta che vita infelicità non si possono scompagnare, discorri tu medesim quello che ne segua. FlS. Di grazia, lasciamo cotesta materia, che è tropp malinconica; e senza tante sottigliezze, rispondimi sinceri 10 mente: se l’uomo vivesse e potesse vivere in eterno; die senza morire, e non dopo morto ; credi tu che non g piacesse? 1 MET. A un presupposto favoloso risponderò con quale! favola: tanto più che non sono mai vissuto in eterno, siccl 15 non posso rispondere per esperienza; né anche ho parla con alcuno che fosse immortale ; e fuori che nelle fa voi non trovo notizia di persone di tal sorta. Se fosse q : presente il Cagliostro, forse ci potrebbe dare un poco lume ; essendo vissuto parecchi secoli : se bene, perché p ' 20 mori come gli altri, non pare che fosse immortale. Di dunque che il saggio Chirone, che era dio, coll’ andar <L 1 tempo si annoiò della vita, pigliò licenza da Giove di poi morire, e mori Or pensa, se l’immortalità rincres I A me — felice — 3 A fallo, — 4 MF male: — 6-7 AMF la 1 e la i. — 7 AMF quel — 8 AM questa — 10 AMF o potesse ; 13 AMF colle favole — 16 A immortale, — 17 AMF di queste • persone — 19 A secoli, — 23 AMF la 4-5 A e siccome — 5-6 l'infeliciti e la vita — 17-18 fosse pres<» — 22 t‘ annoiò —