Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/151

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dilettevole. Ora in quella specie d* uomini, la vita dei quali si consumasse naturalmente in ispazio di quarant anni, cioè nella metà del tempo destinato dalla natura agli altri uomini; essa vita in ciascheduna sua parte, sarebbe più viva il doppio di questa nostra ; perché, dovendo coloro crescere, 5 e giungere a perfezione, e similmente appassire e mancare, nella metà del tempo ; le operazioni vitali della loro natura, proporzionatamente a questa celerità, sarebbero in ciascuno istante doppie di forza per rispetto a quello che accade negli altri; ed anche le azioni volontarie di questi tali, la mobilità e la vivacità estrinseca, corrisponderebbero a questa maggiore efficacia. Di modo che essi avrebbero in minore spazio di tempo la stessa quantità di vita che abbiamo noi. La quale distribuendosi in minor numero d’anni basterebbe a riempierli, o vi lascerebbe piccoli vani ; laddove ella non 15 basta a uno spazio doppio; e gli atti e le sensazioni di coloro, essendo più forti, e raccolte in un giro più stretto, sarebbero quasi bastanti a occupare e a vivificare tutta la loro età ; dove che nella nostra, molto più lunga, restano spessissimi e grandi intervalli, vóti di ogni azione e affezione 20 viva. E poiché non il semplice essere, ma il solo essere felice, è desiderabile; e la buona o cattiva sorte di chic¬ chessia non si misura dal numero dei giorni; io conchiudo che la vita di quelle nazioni, che quanto più breve, tanto arebbe men povera di piacere, o di quello che è chiamato 25 con questo nome, si vorrebbe anteporre alla vita nostra, 1 — I AMF di uomini — 9 AMF quel — 15 A vani, — 21 AMF esser — 23 A giorni, — 25 A piacere — AMF quel 4 vita sarebbe — 9-10 rispetto alle nostre e loro azioni — 11 sarebbe(...) — 14 in luogo più stretto — 16 doppio ; e le sensazioni loro essendo — 17 accumulate entro un circuito pili — 19 quando nella — 20 voti di sen¬ sazioni viv