Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/154

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gli antichi vivessero più di noi, dato ancora che, per li pericoli gravi e continui che solevano correre, morissero comunemente più presto? E farai grandissimo beneficio agli uomini: la cui vita fu sempre, non dirò felice, ma tanto 5 meno infelice, quanto più fortemente agitata, e in maggior parte occupata, senza dolore né disagio. Ma piena d’ozio e di tedio, che è quanto dire vacua, dà luogo a creder vera quella sentenza di Pirrone, che dalla vita alla morte non è divario. Il che se io credessi, ti giuro che la morte 10 mi spaventerebbe non poco. Ma in fine, la vita debb’ esser viva, cioè vera vita; o la morte la supera incomparabilmente di pregio. 1 A che — 4 A uomini, — 7 AMF dir I posto ancora — 4 più felice — 10 avrebbe non poca forza di spa¬ ventarmi [virili di spaventarmi non poco]. \