Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/166

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102 — NAT. Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita? ISL. Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la I Natura ; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per 5 cento parti della terra, la fuggo adesso per questa. NAT. Cosi fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi. ISL. La Natura? IO NAT. Non altri. ISL. Me ne dispiace fino all’ anima ; e tengo per fermo che maggior disavventura di questa non mi potesse soprag¬ giungere. NAT. Ben potevi pensare che io frequentassi special- 15 mente queste parti; dove non ignori che si dimostra più che altrove la mia potenza. Ma che era che ti moveva a fuggirmi? ISL. Tu dei sapere che io fino nella prima gioventù, a poche esperienze, fui persuaso e chiaro della vanità della 20 vita, e della stoltezza degli uomini; i quali combattendo continuamente gli uni cogli altri per l'acquisto di piaceri che non dilettano, e di beni che non giovano; sopportando e cagionandosi scambievolmente infinite sollecitudini, e infi' Initi mali, che affannano e nocciono in effetto; tanto più si allontanano dalla felicità, quanto più la cercano. Per queste considerazioni, deposto ogni altro desiderio, deliberai, non 4 A Natura, — 6 AMF » tonagli — 11 A anima, — 14 AMF dovevi — 15 A parti, — 10 AM dèi — 20 uomini, — 22 A dilettano e — giovano, — 23 A sollecitudini —■ 24 A mali che — effetto, — 25 A feliciti 5 questa similmente. — 9 Natura fletta? — 11-12 tengo che peggior [maggior] tinnirò [cato, ditgrazia] di questo — 12-13 occorrere — 18-19 con poche — 23 fatiche e sollec