Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/209

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si avvede come e quanto egli precorresse il genere umano, e gli porge alcune lodi, che levano poco romore, e vanno presto in dimenticanza. Se bene il progresso del sapere umano, come il cadere dei gravi, acquista di momento in momento, maggiore cele- 5 rità ; nondimeno egli è molto difficile ad avvenire che una medesima generazione d’ uomini muti sentenza, o conosca gli errori propri, in guisa, che ella creda oggi il contrario di quel che credette in altro tempo. Bensì prepara tali mezzi alla susseguente, che questa poi conosce e crede in 10 molte cose il contrario di quella. Ma come niuno sente il perpetuo moto che ci trasporta in giro insieme colla terra, cosi K universale degli uomini non si avvede del continuo procedere che fanno le sue conoscenze, né dell* assiduo variare de* suoi giudizi. E mai non muta opinione in maniera, 15 che egli si creda di mutarla. Ma certo non potrebbe fare di non crederlo e di non avvedersene, ogni volta che egli abbracciasse subitamente una sentenza molto aliena da quelle tenute or ora. Per tanto, niuna verità cosi fatta, salvo che non cada sotto ai sensi, sarà mai creduta comunemente dai 20 contemporanei del primo che la conobbe. CAPITOLO NONO. Facciamo che superato ogni ostacolo, aiutato il valore dalla fortuna, abbi conseguito in fatti, non pur celebrità, 6 A celerità, — 7 A sentenza e — 8 A propri — guisa 14 AMF proceder — A conoscenze — 15 A maniera — 16 A avvedersene — 17 AMF ch’egli — 19 A tanto 2-3 e presto sono messe — 4 la caduta — 6 quasi impossibile 8 in maniera — I I della passata — ] 2 moto della terra che ci sostiene. 13-14 proceder continuo — 16 si avvegga di — 16-17 se ne avvedrebbe e non 17-18 che abbracc. — sii giunto in fatti ad acquistare Leopardi