Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/244

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era accaduto a lui) da una infermità lunga, dalla quale ella non sia prima estinta, che mutata di corpo e d’ animo, e ridotta già quasi un’ altra da quella di prima. Cosa pienis¬ sima di miseria : perocché in tal caso la persona amata non 5 ti si dilegua dinanzi lasciandoti, in cambio di se, la imma¬ gine che tu ne serbi nell’ animo, non meno amabile che fosse per lo passato : ma ti resta in sugli occhi tutta diversa da quella che tu per 1’ addietro amavi : in modo che tutti gl’ inganni dell’ amore ti sono strappati violentemente dal- 10 l’animo; e quando ella poi ti si parte per sempre dalla presenza, quell’ immagine prima, che tu avevi di lei nel pensiero, si trova essere scancellata dalla nuova. Cosi vieni a perdere la persona amata interamente; come quella che , non ti può sopravvivere né anche nella immaginativa : la 15 quale, in luogo di alcuna consolazione, non ti porge altro che materia di tristezza. E in fine, queste simili disavven¬ ture non lasciano luogo alcuno di riposarsi in sul dolore che recano. Dolendosi uno di non so qual travaglio, e dicendo : se 20 potessi liberarmi da questo, tutti gli altri che ho, mi sareb¬ bero leggerissimi a sopportare ; rispose : anzi allora ti sareb¬ bero gravi, ora ti sono leggeri. Dicendo un altro: se questo dolore fosse durato più, non sarebbe stato sopportabile ; rispose : anzi, per l’assue- • 25 fazione, 1* avresti sopportato meglio. 2 A edilità — animo — 5 A linciandoti — te -—8 A amavi — 10 A animo, — Il AMF quella — 13 A interamente, — 15 A quale — consolazione — 16 A tristezza: e — 19 A travaglio —- 20 A ho — 21 A sopportare, — 24 A anzi

1-2 dalla quale non è prima — tramutata —• 4 di tristezza, perocché U parsona — 11-2 avevi nella mente — 16*8 questa tua sventura è tale che non ti rMU pur luogo di riposarti in sullo stesso dolore che ne ricevi 19 uno seco lui —■ dicendogli — 22 leggerissimi — 25 assai pili facilmente —