Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/346

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— ho persona più cara, né compagnia più dolce. Vogli piut¬ tosto aiutarci a sofferir la vita, che cosi, senza altro pen¬ siero di noi, metterci in abbandono. Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella ,.parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si bene attendiamo a tenerci compagnia 1’ un l’altro ; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scam¬ bievolmente ; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando 10 la morte verrà, allora non ci dorremo : e anche in quell’ ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci ralle¬ grerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora., ^ r , •5C—j ■•)