Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/356

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292 — a riguardo mio, ma a riguardo d’individui o di cose indi¬ viduali del secolo decimonono, intendete bene che non v’ è timore di posteri, i quali ne sapranno tanto, quanto ne seppero gli antenati. Gl’ individui sono spariti dinanzi alle 5 masse, dicono elegantemente i pensatori moderni. Il che vuol dire eh’ è inutile che 1* individuo si prenda nessun incomodo, poiché, per qualunque suo merito, né anche quel misero premio della gloria gli resta più da sperare né in vigilia né in sogno. Lasci (are alle masse ; le quali che cosa 10 siano per fare senza individui, essendo composte d’indi¬ vidui, desidero e spero che me lo spieghino gl’ intendenti d’individui e di masse, che oggi illuminano il mondo. Ma per tornare al proposito del libro e de’ posteri, i libri spe¬ cialmente, che ora per lo più si scrivono in minor tempo che non ne bisogna a leggerli, vedete bene che, siccome costano quel che vagliono, cosi durano a proporzione di quel che costano. Io per me credo che il secolo venturo farà un bellissimo frego sopra l’immensa bibliografia del secolo decimonono: ovvero dirà: io ho biblioteche interei] 20 di libri che sono costati quali venti, quali trenta anni di fatiche, e quali meno, ma tutti grandissimo lavoro. Leg¬ giamo questi prima, perché la verisimiglianza è che da loro si cavi maggior costrutto; e quando di questa sorta non avrò più che leggere, allora metterò mano ai libri improv* visati. Amico mio, questo secolo è un secolo di ragazzi, e i pochissimi uomini che rimangono, si debbono andare a nascondere per vergogna, come quello che camminava diritto in paese di zoppi. E questi buoni ragazzi vogliono fare ir. ogni cosa quello che negli altri tempi hanno fatto gli uomini, > 30 e farlo appunto da ragazzi, cosi a un tratto, senza altre fatiche preparatorie. Anzi vogliono che il grado al qua!< è pervenuta la civiltà, e che 1’ indole del tempo presente 4 e futuro, assolvano essi e loro successori in perpetuo d<