Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/358

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si debba riuscire, cioè se la transizione che ora si fa, | sia dal bene al meglio o dal male al peggio. Forse volete dirmi che la presente è transizione per eccellenza, cioè un passaggio rapido da uno stato della civiltà ad un altro 5 diversissimo dal precedente. In tal caso chiedo licenza di ridere di cotesto passaggio rapido, e rispondo che tutte le tra nsizioni conviene che siano fatte adagio ; perché se si fanno a un tratto, di là a brevissimo tempo si torna indietro, per poi rifarle a grado a grado. Cosi è accaduto sempre. lOlLa ragione è, che la natura non va a salti, e che forzando I la natura, non si fam o effetti che durino. Ovvero, per dir meglio, quelle tali transizioni precipitose sono transizioni apparenti, ma non reali. AM. Vi prego, non fate di cotesti discorsi con troppe 15 persone, perché vi acquisterete molti nemici. TRIS. Poco importa. Oramai né nimici né amici mi faranno gran male. Am. O più probabilmente sarete disprezzato, come poco intendente della filosofìa moderna, e poco curante del pro- 20 gresso della civiltà e dei lumi. TRIS. Mi dispiace molto, ma che s’ha a fare? se mi disprezzeranno, cercherò di consolarmene. AM. Ma in fine avete voi mutato opinioni o no? e che s’ ha egli a fare di questo librò? 25 TRIS. Bruciarlo è il meglio. Non lo volendo bruciare, serbarlo come un libro di sonni poetici, d’ invenzioni e di capricci malinconici, ovvero come un’espressione dell'infe¬ licità dell'autore: perché in confidenza, mio caro amico,( io credo felice voi e felice tutti gli altri; ma io quanto a/ 30 me, con licenza vostra e del secolo, sonoinfelic i sj i mo ; e tale mi credo; e tutti i giornali de' due mondinon mi per¬ suaderanno il contrario. Am. Io non conosco e cagioni di cotesta infelicità che —