Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/388

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Pag. 36,22 - Stampa, (orma. Pag. 37,5 - Troveranno, inventeranno. Pag. 37, 18 - Cfr. ORAZIO, Sat. I, 4, 81 : Absentem qui rodit amicum, | Qui non defendit alio cullante, solutos Qui caplat risus hominum famamque dicacis, | Fingere qui non Visa potest, commissa tacere | Qui nequit, hic niger est, hunc tu, Romane, caveto. Pag. 37, 20 - Il De amicitia di Cicerone non c’è nessuno che non Io conosca. Anna Teresa di Lambert (1647-1733) scrisse anche lei un piccolo Traile de l’amitié. Pag. 37,24 - II Regiomontano, ossia Giovanni Müller di Koenigs- berg morto a Roma nel 1476: astronomo e matematico. — Giacomo Vau- canson di Grenoble (1709-1782) meccanico celebre per gli automati che seppe costruire (il sonatore di flauto, di tamburo, certe oche che gracchia* vano ecc.). Pag. 37,25 - Federico Knauss espose a Vienna nel 1760 un automato che scriveva. > Pag. 38, 3 - Un giuocatore di scacchi fu costruito dal Vaucansnn ; altri dall’austriaco Volfango Kempelen (1734-1804) e dal tedesco Leonardo MaelzeI (1783*1855). Pag. 38,4 - Giuoco. Cfr. Palinodia, 154-72. P.«8- 38,8 - PINDARO, Pitie, Vili, 96: «xxtSS civap &v0p«)7ro>. Pag. 38, 14 - Quella di M:nnone ( l'eroe figlio di Titone e dell’Aurora, ucciso da Achille e ricordato nell' Odissea) sarebbe stato, secondo la leggenda, una statua colossale di marmo nero, presto Tebe in Egitto; la quale, percossa dai primi raggi del sole mattutino, avrebbe mandato un tuono quati per salu* tare I’ Aurora. Dimidio magicae resonant ubi Memnone herdae: GIOVENALE, Sat. XV, 5. 38, 15 - Alberto Magno, uno dei più grandi filotofi del tee. XIII, tedesco, maestro di S. Tommaso. Pag. 38, 22 * Giambattista Grette! di Amient (1709*1777), nel poemetto comico (citato dal L. nella nota 6) Vert-Oert, racconta la ttoria di un pappa¬ gallo di quetto nome, meraviglioto parlatore, educato con ogni riguardo in un convento di monache a Nevrrn, ma poi guadatosi in un viaggio per mare, nel quale imparò a ripetere molle sconcezze. Pag. 39, 12 * Quati gli uomini tludioti della virtù e della gloria non fostero te non nei romanzi e nei poemi. Pag. 39,20 - VlRG Ecl. IV, 9-10. Cfr. Palinodia, 38 « Aureo tecol ornai, volgono, o Gino, | I futi delle parche ». — 325 —