Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/391

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327 — critique, 2* ed. Pari«, 1768] v. Manoa e Dorado. LA HARPE, Sfar, de’viaggi, t. 23, pag. 200-1 ». Pag. 50, 5-6 - Altre reminiscenze dell’ inferno dantesco. DIALOGO DELLA NATURA E DI UN* ANIMA. Pag. 53, 4-5 - 11 Della Giovanna osserva che anche Anfrido ne\\' Adelchi, III, I, del Manzoni (1822) dice ad Adelchi: « Soflri e sii grande; il tuo destino è questo ». Ma il Leop. in un suo pensiero del 12 febbraio 1821 aveva registrato: «Sii grande e infelice, detto di D’ALEMBERT, Éloges de l’Académie française »: Zibaldone, II, 113, Pag. 54, 12 - Poiché alla progenie infinita dei bruti pur solo, né men vano che a noi, « vive nel petto desio di essere beati * come il L dirà nella epistola Al conte C. Pepoli, 37-40. Ma cfr. il Canto noti, del pastore, 105-7. Pag. 54, 15 - Intensione, parola scolastica: intensità. Pag. 54,20 - Postilla marginale dell’autografo: «Maggioranza per quantità maggiore. DlNO COMP. ed. di Pisa, 1818, p. 100 », Per i concetti di questi periodi cfr. Zibaldone III, 126-7 e Vi, 297, Pag. 55, 14 - Cfr. Zib. II. 50 e 83. Pag. 55, 24 - Cfr. ROUSSEAU, Rousseau juge de Jean-Jacques, Dial. 1 : « 11 fut toujours si peu agissant, si peu propre au manège necessaire pour réussir en toute entreprise, que les choses les plus faciles pour d'autres devenant toujours difficiles, pour lui, sa paresse les lui rendait impossibles pur lui épargner les efforts indispensables pour les obtenir * : Cfr. M. LOSACCO, Contrib. alla st. del pessimismo leopardiano e delle sue fonti, Trani, Vecchi, 1896, pag. 123. 11 23 aprile 1824, riferendosi a q. I. il Poeta scriveva nel suo Zibaldone (VII, 1-2): « Nel Dialogo della Natura e dell’Anima ho considerato come la ragione e 1' immaginazione, e insomma le facoltà mentali eccellenti nell’ uomo sopra quelle di ciascun altro vivente, gli siano causa di non poter mai, o quasi mai, e in ogni modo difficilmente, far uso di tutte le sue forze naturali, come fanno tutto di e senza difficoltà veruna tutti gli altri animali. Aggiungi. Si dice che i pazzi hanno una forza straordinaria, a cui non si può resistere, massime da solo a solo. Si crede che la loro malattia dia questa forza per sè stessa, al contrario di tutte l’altre infermità. Non è egli chiaro che ciò procede dal non aver essi in se medesimi niuno impedimento a usare tutte le loro forze naturali ? che i pazzi hanno più forza degli altri, solo perchè usano tutte quelle che hanno, o maggior parte che gli altri non usano ? appunto come fa un animale nè più nè meno. Dal che deduco: quanti animali che si dicono fisicamente essere più forti dell’ uomo, in verità non lo sono! Quante forze debbe avere perdute l’uomo per i progressi del suo spirito, non solo —