Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/418

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23 — 354 — « Circa 403 leghe all’Occidente delle Canarie trovò il mare si ricoperto d’ erbe selvatiche, che avea 1’ apparenza d’ un vasto prato, ed in alcuni luoghi eran si folte, che ritardavano il moto ai vascelli. Questo strano fenomeno cagionò nuovi timori e nuove inquietudini. I marinari s'immaginarono d’ essere allora giunti all’ ultimo confine dell’ oceano navigabile, che quest’ alghe fluttuanti impedir dovessero il lor progresso ulteriore, e che nascondessero scogli peri¬ colosi, o larghi tratti di terra stati sommersi, non sapean come, in quel luogo. Il Colombo procurò di persuaderli che il fenomeno, ond’ erano spaventati, avrebbe anzi dovuto animarli, e che come un segno considerar si dovea di vicina terra. In quel tempo s’alzò un fresco gagliardo vento, il quale gii spinse avanti. Si videro svolazzare intorno la nave diversi uccelli, che diri¬ gevano il lor volo verso Occidente. Gli sbigottiti marinari ripresero un poco più di colaggio, e cominciarono a concepire nuove speranze. « Ei solamente promise loro d’ acconsentire alla lor domanda (di ritornare in Europa), purché essi lo accompagnassero e 1’ ubbidissero ancor tre giorni* e che se in questo spazio di tempo non si scoprisse terra, egli allora abban¬ donerebbe F impresa, e si dirigerebbe verso la Spagna. Quantunque i marinari fossero si irritati ed impazienti di nuovamente rivolgersi al lor nativo paese, questa proposizione non parve loro irragionevole ; né molto arrischiava il Colombo col ristringersi ad un cosi breve termine. Tanti erano allora i presagi di scoprir terra, e davano cosi buone speranze, eh’ egli li riputava infallibili. Da qualche giorno lo scandaglio toccava il fondo, ed il terreno eh* esso por- tava, indicava che la terra non era molto distante. Gli stormi degli uccelli crescevano, ed eran composti non sol d* uccelli di mare, ma d’ uccelli ancora di terra, e che non potean supporsi volare molto lontan dalla spiaggia. La gente della Pinta osservò una canna galleggiante, che sembrava tagliata di fresco, e parimente un pezzo di legno artificialmente intagliato. 1 marinari eh’ erano a bordo della Nigna presero un ramo d' albero con bacche rosse freschissime. Le nuvole eh* attorniavano il sole al tuo tramontare, prendevano un nuovo aspetto, I* aria era piti dolce o più calda, e nella notte il vento si fece ineguale e variabile. Da tutti quest* indizi il Colombo avea concepito tale speranza d'etter vicino a terra, che la tera degli undici d'ottobre [1492], dopo pubbliche preghiere per la buona riuteita, ordinò che t' ammainatter le vele, e che i vascelli non ti muovestero per iitare in guardia di non esser spinti a terra nella notte. In questo intervallo di soipensione e di speranza niuno chiuse occhi, tutti restarono a bordo guardando fissamente verso quella parte ove speravano di scoprire la terra eh* era stata si lungo tempo I' oggetto delle lor brame. « Circa due ore avanti la mezza notte il Colombo, stando fermo sul cassero, osservò un lu ne in disunì«, e privatamente lo mostrò a Pietro Guttierez