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| 6 | pompeo in egitto |
solo e nudo titolo, ci aveva data il prof. Cugnoni nel primo volume delle Opere inedite di G. Leopardi.[1] Il resto tutto era buio.
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Altri disse già che tra Monaldo e il figlio vi fosse gara letteraria; nobilissima gara, se veramente ci fu.[2] Un argomento nuovo in appoggio di tale opinione si potrebbe desumere da questa Tragedia, se pur non m’inganno. Monaldo nella sua gioventù sera voluto mettere anch’egli nella difficile prova, e dal 1799 al 1803 aveva composto il Montezuma (edito), Il Converlito e Il Traditore (inediti),[3] tragedie, a confessione stessa di Monaldo, niente belle e non degne di
- ↑ Opere inedite di G. Leopardi pubblicate sugli autografi recanatesi da Giuseppe Cugnoni, Halle. Max Niemeyer editore, 1878, vol. I, pag. XXXVII.
- ↑ Di questa gara si fa parola anche nell’ultimo numero del Bibliofilo (Dicembre 1883) del sig. comm. Carlo Lozzi. Chi sia il Marchigiano che scrive |’articolo, non saprei o non oserei dire; ma chiunque egli sia, mostrasi certo buon cultore delle cose leopardiane.
- ↑ Cfr. Autobiografia ecc. pag. 330 e segg.
Checcucci, Firenze, Successori Le Monnier, 1877, pag. 142. — È accertato che Giacomo non compose che questa tragedia. Sicché non fu esatto il Puccinotti, quando disse aver il Leopardi composte alcune tragedie.