Vai al contenuto

Pagina:Leopardi - Pompeo in Egitto, Befani, Roma, 1884.djvu/9

Da Wikisource.

pompeo in egitto 7

esser date alla luce. A queste allude Giacomo nella lettera in francese, con la quale egli faceva presente al padre del suo lavoro, e che io parimente pubblico con tutte le sue imperfezioni. Encouragé par votre exemple je ai entrepris d’ecrire une Tragedie, così comincia la sua dedicatoria. Monaldo, almeno tra’ suoi, godeva omai fama di tragico; e perchè dunque il figlio che già sentiva in sè bollire gli spiriti e vivissima la fantasia, non dover partecipare di quella gloria, sia pur limitata alle sole pareti domestiche, ma sempre dolce e purissima? Dalla stessa lettera si addimostra che, se Giacomo Leopardi fu spinto a scrivere dall’esempio del padre, fu anche questi che gli fornì i modelli (quali modelli!). Je ne ai pas moins profité des vôtres oeuvres que du vôtre exemple, e si studia ingenuamente di provar la cosa con argomenti e raffronti. E invero, a giudicare dal valore del componimento, parrebbe che dinanzi agli occhi non avesse avuto altro che gli esemplari paterni. Il Pompée del Corneille, per esempio, dovett’essergli affatto ignoto; e neppur di Lucano (che nol conoscesse non ardisco dirlo) sembra siasi punto giovato. Dai Commentari di Giulio Cesare il fondo storico, da Virgilio qualche imagine, il resto dal padre, ecco le fonti dalle quali attinse, ed ecco gli esempi che Giacomo imitò.

Dissi che Cesare gli fornì la storia; ma il Leopardi non ebbe scrupolo, quando lo credette opportuno o gli parve necessario, di modificarla o foggiarsela a talento; nè ad un poeta che sa-