Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/139

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vii. dialogo filosofico 133

predicato con il soggetto, non possiamo giudicar falsa una proposizione, e non possiamo giudicarne vera alcuna, allorché vediamo disconvenire il predicato al soggetto. La stessa esperienza ci mostra che non è in nostra balia il far si che le impressioni fatte dagli oggetti esterni ne' sensi non producano in noi delle idee, e che noi non siamo almen per questa parte signori dei nostri pensieri. Come può dunque affermarsi che la nostra cotidiana esperienza ci rende certi della umana libertà, se in cambio di ciò, essa non fa che persuaderci della nostra totale dipendenza nell'operare?

— Ma — rispose il letterato — io sostengo l'uomo libero, non in quanto può conoscere, ma in quanto può volere o non volere. Che se pur bramate di ritrovar nell'uomo la libertà ancora per ciò che riguarda le idee ed i giudizi della sua mente, ravvisatela nel potere che ha egli di applicare o distogliere l'intelletto dalla considerazione delle proposizioni, e nella facoltà, che ha esso altresì, d'impedire l'azione degli esterni oggetti sopra i suoi organi sensòri, o col distrarre il senso dall'oggetto, o col servirsi di qualsivoglia altro mezzo conveniente. Certo non vi verrà fatto giammai di valervi, a difendere la vostra proposizione, dell'arme de' vostri istessi avversari, cioè dell'argomento invincibile tratto dalia universale esperienza, la quale da tutti i sapienti fu mai sempre stimata favorevole alla umana libertà.

— Ma per libertà — disse il giovane gentiluomo — certo non può intendersi che un'assoluta indifferenza di equilibrio, la quale faccia si che Tesser libero non abbia alcuna ragione di determinarsi, anteriore alla determinazione. Or, ciò posto, come può mai ammettersi nell'uomo il libero arbitrio, se ciascun vede manifestamente che cotesta indifferenza manca assolutamente ad esso, mentre, il desiderio della felicità essendo l'unico scopo di tutti i suoi pensieri e di tutte le sue azioni, egli non può non tender mai sempre al conseguimento della medesima? Voi ben vedete che, non potendo l'uomo scegliere il male come male, né rifiutare il bene come bene, egli non può dirsi assolutamente indifferente, e però non può chiamarsi