Pagina:Lettera di Sacerdote Sanese (Anonimo).djvu/26

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visi, ecco s’aprirono le tre Porte principali, e ripieno in un momento il Duomo di Popolo, si videro entrare ad una ad una con Bandiera spiegata, Tamburo battente, e Torce accese le sedici Contrade, che dalla Piazza sino al Duomo avevano accresciuto la Vanguardia a S. A. R.

Calò in questo tempo dalla Sagrestia alla Porta principale Monsignor’Arcivescovo con tutte le Dignità, e Canonici, e poco dopo smontata di Carrozza S. A. R. accompagnata dallo strepitoso viva del Popolo, entrò in Chiesa, e ricevuta con esemplar divozione l’Acqua Santa dal medesimo Prelato, s’incaminò lentamente con esso verso l’Altar Maggiore, dando ora un’occhiata al celebre Pavimento, ed or vagheggiando coll’occhio umido sempre di tenerissime lagrime il bello del Tempio, e della Festa.

Faceasi intanto un’allegro, e spiritoso concerto di varj, ed isquisiti Istrumenti, ma la confusione, e clamore del Popolo non lasciò mai goderlo. Accompagnata che fu alla sua Real Residenza alzata in Cornu Evangelj fuori del Presbiterio, passò Monsignor’Arcivescovo al suo Trono, dove parato Pontificalmente calando verso l’Altar Maggiore fece riverenza a S. A. R. ricambiato gentilmente dalla di Lei somma pietà.

Fu intonato solennemente il Te Deum, il quale fu proseguito dalla Cappella a quattro Cori, in fine del quale dette da Monsignor Arcivescovo le consuete Orazioni, fu tutto il Popolo licenziato coll’Apostolica Benedizione. Calata allora dal Trono l’A. S. col Benefizio delle Guardie le riuscì portarsi alla Cappella Pontificia, ove si custodisce, come sapete quella Santissima Immagine di MARIA, a cui i Sanesi donarono i loro Cuori,

 
 
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