Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/107

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
100 lettere d'una viaggiatrice

mente, di rivelare qualche cosa, solo qualche cosa di segreto e mai tutto! Un immenso ardente desiderio di conoscenza, da centinaia di anni ha dato all’arte tutti gli antichissimi ritratti e a traverso il tempo, ha riempiuto le gallerie, i musei, le sale delle case patrizie e persino le chiese, di ritratti: e ognuna di queste opere singolari, talvolta belle di una duplice beltà, quella che veniva dall’armonia esteriore e quella dell’armonia interna, ognuna di queste singolarissime opere di arte, ove, spesso, la bruttezza, la laidezza trionfano, è un documento di vita, piccolo documento, grande documento. E su noi, che portiamo, lontano, un’anima sitibonda di tutte le conoscenze, su noi che fermiamo, lontano, l’anima vagabonda, perchè ella possa ricevere il dono della verità, da un quadro, da una statua, da una medaglia, che incommensurabile magìa un ritratto, un antico ritratto, qualunque esso sia, dovunque esso ci apparisca, sia quello di un personaggio celebre o di un ignoto, che magìa invincibile, questo volto umano, di un tempo lontano, di un ambiente che si è dileguato, di un paese che non è più