Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/112

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dans venise la rouge 105


le figure che dipinge, anche dalla realtà: ci chiamano, con la loro umanità multanime, umanità di regioni sconosciute, di ambienti sconosciuti, di cose sconosciute, con un’umanità, pertanto, eguale alla nostra, nelle nostre migliori manifestazioni di amore e di dolore. Potenza della vita! Basta un viso esangue di donna vestita di nero, stringente al seno con le mani terree un mazzolino di fiori, mentre ardono le labbra di corallo, mentre ardono gli occhi di un torbido fuoco, basta un simile ritratto per guarire il nostro spirito dalla stanchezza che danno le opere di arte, che a nulla rispondono di noi, dentro di noi! Potenza della vita! Basta un volto di uomo, dalla fronte bianca come la luna, dagli occhi limpidi e sereni, dal corpo snello, dalla fine carnagione ove corre un sangue generoso, per ridarvi il senso della beltà maschile, perduto innanzi a tante figure meschine e goffe, per dirvi che, lontano, sotto un boschetto di abeti, innanzi alle nevi eterne, vi è quest’uomo ove son riunite tutte le grazie virili e che un artista volle farne il ritratto! Potenza della vita! Ognuno di questi ritratti,


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