Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/62

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l'anima antica 55


che, pure, non erano grossolani touristes, che, pure, avevano consumato tutto il loro sforzo per ammirare, per commuoversi, e che nell’ira dell’impotenza, accusavano di incapacità a piacere, a sedurre, a trascinare, Firenze istessa! Sacrileghi, sì, perchè non abituati a quella glaciale e rigida analisi spirituale che ogni anima deve fare, di sè stessa, nelle crisi d’indifferenza: sacrileghi, sì, perchè è meglio dubitare di questo incerto, ambiguo e fallace spirito nostro, che negare la verità che il tempo e gli spiriti securi, consacrarono!



Ma vuol dire, dunque, che bisogna visitare Firenze con un’anima antica? Vuol dire, dunque, che bisogna averla, quest’anima antica, o formarsela? Bisogna per accostarsi a questo sacro altare ove, in un mistico coro, si sono fusi tutti gli inni del pensiero politico, del pensiero artistico italiano, essere un sacerdote o, almeno,