Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/78

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dans venise la rouge 71


ranza, non è fallita: e la divina medicina che Venezia promette ed appresta, già compie il suo divino ufficio: e mentre ii corpo è immobile, mentre le labbra tacciono, mentre ogni cosa tace, mentre il pensiero si rallenta e quasi svanisce, mentre ogni palpito si è chetato, una placida emozione vela gli occhi di riconoscenti lacrime, che non arrivano a scorrere, ma che danno più amorosa grazia al paesaggio e all’ambiente.



Continuamente, presso la veranda, o più lungi, passano le gondole che vengono dal largo piano nerastro del Canal Grande, che si allontanano verso la Riva degli Schiavoni, verso la Giudecca: altre vengono di contro, appaiono nell’alone della luce elettrica e il loro elegantissimo ferro scintilla, e sono tutte nere nel bianco chiarore, e delle ombre bianche muliebri vi sono mollemente sedute, e subito, con un moto