Pagina:Lettere sulla Alceste seconda (Bettoni 1808).djvu/6

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4 lettera prima

altri urbanissimi furono nelle loro censure. Mi limiterò pertanto alla difesa, tenendomi ben lontano dall’offensiva. So quanto sieno tenui le mie forze, e contento di non esser l’ultimo fra gli artisti, non oserò mai inscrivermi nella classe rispettabile dei dotti. Quella forza ignota, irresistibile che segna la linea su cui scorre la nostra vita, mi staccò giovinetto da’ miei diletti studj, e passati i più begli anni nelle cure ministeriali e nel vortice de’ pubblici affari, allorchè la patria nostra fu soggetta a politici cambiamenti, troppo tardi fui ridonato alle occupazioni letterarie interrotte sempre dalle cure dell’arte a cui mi sono consecrato. Ma a che tutte queste proteste con voi, che non ignorate alcuna delle mie passate vicende? Parliamo della nostra Alceste, sublime modello d’amor conjugale.

Mentre intorno a me, come in questo momento, tutto era calma e riposo, e regnava il profondo silenzio della notte, che più dell’aurora io trovo amica de’ liberi pensieri e delle affezioni del cuore, lessi per la prima volta la tragedia postuma del Cit-