Pagina:Lockyer - Astronomia, 1904.djvu/235

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Le Stelle. 219

Le orbite descritte dai satelliti delle stelle doppie sono certamente dell’istesso ordine di grandezza delle orbite descritte dai pianeti intorna al Sole. Ma a cagione dell’immensa distanza quei sistemi orbitali ci appaiono sotto dimensioni estremamente piccole. L’ampiezza apparente dell’orbita descritta, ad esempio, da η della Corona è quella che presenterebbe un nostro anello ordinario veduto alla distanza di due chilometri. Gli strumenti astronomici permettono di vedere un anello di si piccole dimensioni apparenti; i procedimenti micrometrici, altri procedimenti recentemente tratti dalla Spettroscopia e dei quali non è qui possibile trattare, permettono ben anco di misurarlo.

251. Le stelle doppie sono in generale colorate, anzi le colorazioni più rimarchevoli ed i contrasti più curiosi di colore vengono in cielo mostrati dalle stelle multiple.

Se le componenti hanno grandezze uguali o poco diverse, hanno in generale lo stesso colore, o bianco o giallo; se le grandezze loro sono notevolmente diverse, la componente maggiore, poche eccezioni fatte, ha colore meno rifrangibile e che va dal giallo al rosso, le componenti minori hanno colori più rifrangibili e che vanno dall’azzurro al violetto.


§ XIV.

Cumuli e nebule.

252. Le stelle sono sparse su tutto il cielo in modo molto irregolare; si incontrano in cielo ampi spazii dove non splende alcuna stella; in spazii angusti invece si vedono stelle numerose aggruppate e fra loro vicinissime.