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Pagina:London - Il richiamo della foresta, traduzione di Gian Dàuli, Milano, Modernissima, 1924.pdf/20

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Così visse Jack London, lo strano romanziere che s’avvia a diventar popolare in tutto il mondo, popolare, per la ragione semplicissima che nello scrittore è l’uomo, ricco di una sua esperienza nuova da raccontare, con parola nuova.

Già scrivendo di Jack London nell’Azione di Genova, nel febbraio del 1921, lamentavo che, purtroppo, bisogna cercare nelle opere straniere quei più vasti orizzonti ideali e quell’aria pura e vivificante di cui ha bisogno il nostro spirito, stanco o viziato, per ritornare fattivamente alla meditazione dei più profondi problemi dello spirito e della vita sociale.

Oggi, più che nel ’21, c’incalzano e premono da tutte le parti formidabili problemi rivoluzionari, e ci sentiamo oppressi da un alito di continuata tragedia nascosta che gli sbandieramenti patriottardi non riescono a mascherare del tutto, nè le fanfare e i canti a completamente soffocare. Il domani si presenta pauroso agli spiriti alacri e indipendenti, nei quali è un’avidità di sa-