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no, nella sua collera, lo permetterà. Ahimè! Jack London aveva il genio che vede quello che è nascosto alla folla degli uomini e possedeva una scienza che gli permetteva d’anticipare i tempi. Egli previde l’assieme degli avvenimenti che si sono svolti nella nostra epoca. Lo spaventevole dramma al quale ci fa assistere in ispirito, nel Tallone di ferro, non è ancora divenuto una realtà, e noi non sappiamo dove e quando si compierà la profezia dell’americano discepolo di Marx.
«Jack London era socialista spinto, socialista rivoluzionario. L’uomo che, nel suo libro, distingue la verità e prevede l’avvenire, il saggio, il forte, il buono, si chiama Ernesto Everhard. Come l’autore, fu operaio e lavorò con le sue mani. E voi sapete che colui che fece cinquanta volumi prodigiosi di vita e d’intelligenza e morì giovane, era figlio di un operaio e incominciò la sua illustre esistenza in un’officina. Ernesto Everhard è pieno di coraggio e di saggezza, pieno di forza e di dolcezza, tratti tutti che sono comuni a lui e allo scrittore che l’ha creato. E a integrare la somiglianza che esiste tra loro, l’au-