Pagina:Loti - Pescatori d'Islanda.djvu/101

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Capitolo Tredicesimo.


Un giorno però a Paimpol, sentendo dire che la Maria stava per arrivare, si sentì presa da una specie di febbre.

Tutta la sua calma l’abbandonò; avendo terminato il suo lavoro bruscamente, senza saperne il perchè, si mise in istrada più presto del solito — e, nella strada — come ella si affrettava — lo riconobbe da lontano che le veniva incontro. Le sue gambe tremavano e le sentiva piegare.

Egli era là, già vicino, appena ad una ventina di passi, con la sua superba figura, i suoi capelli ricciuti sotto il berretto di pescatore. Non si aspettava quell’incontro, ed aveva paura di venir meno; sarebbe morta di vergogna. Poi se egli se ne fosse accorto.... E poi si credeva mal pettinata con un’aria stanca per aver fatto il suo lavoro molto presto, avrebbe dato non so che per essere nascosta fra i tuffi di ginestre.

Anche lui aveva fatto un movimento per indietreggiare, quasi per cambiare strada. Ma era troppo tardi, e s’incrociarono nella stessa strada.

Egli, per non urtarla si allontanò, come un cavallo ombroso, guardandola furtivamente e selvaggiamente. Anche ella, per un mezzo secondo, aveva levato gli occhi, guardandolo con un’espressione di preghiera e di angoscia....

«Buongiorno signorina Gaud!»

«Buongiorno signor Yann» — rispose lei.

E fu tutto. Ella continuò la sua strada, ancora tremando, ma sentendo a poco a poco, a misura che egli si allontanava, il sangue riprendere il suo corso, e la forza ritornarle....

A casa, trovò la vecchia Moan, seduta in un angolo, con la testa nelle mani che piangeva, che faceva il suo hi, hi, hi, di piccolo fanciullo, tutta spettinata, con la