Pagina:Loti - Pescatori d'Islanda.djvu/148

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 148 —

dato per insegnarglielo. E ci volle molta lana perchè la maglia doveva essere grande per il grosso Yann.

La sera specialmente si comprendeva come le giornate si accorciavano. Certe piante, che erano fiorite in giugno, prendevano già una tinta gialla e morente e le violette rifiorivano più piccole sull’orlo delle strade; infine vennero gli ultimi giorni di agosto ed una sera alla punta di Pors-Even, apparve un primo battello islandese. La festa del ritorno era incominciata.

In massa andarono sulla scogliera per riceverlo — quale era? Era il Samuele-Azeinde — sempre il primo quello lì.

— Certamente — diceva il padre di Yann — la Leopoldina non tarderà — io so che là basso, quando ne comincia a partire uno, tutti gli altri lo seguono.


Capitolo Ottavo.


Gl’islandesi ritornavano. Nella seconda giornata due battelli, nella terza, quattro e poi dodici nella settimana seguente. E nel paese la gioia ritornava con essi, essendo una grande festa per le spose, per le madri; festa anche nelle osterie dove le belle ragazze Paimpolesi danno da bere ai pescatori.

La «Leopoldina» restava del gruppo dei ritardatarii: ne mancavano ancora dieci e non potevano ritardare.

Gaud all’idea che fra otto giorni (si dava questo tempo lungo per non provare delusione) avrebbe riavuto Yann, il suo Yann, si sentiva presa da un’ebbrezza deliziosa che la faceva fremere e impazzire di felicità. E manteneva la casetta molto in ordine, molto pulita, molto netta per riceverlo degnamente. Avendo tutto aggiustato non le restava più niente da fare e cominciava a non aver più la testa a posto per la grande impazienza.