Pagina:Lucrezio e Fedro.djvu/210

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196 Lib. III. Fav. V. e VI.

FAVOLA V.

Esopo e un Petulante.


FAusto evento a perir molti ne addusse.
         * Folle Garzon un sasso a Esopo avventa;
     Cui egli: O che bel colpo! E a lui dà un soldo:
     Per Dio, dicendo, altro non ho: pur eccoti
     5Come n’ottenga. Tal possente, e ricco
     Ne vien incontro, in cui se accetti il colpo,
     Premio ne avrai. Sel crede, e scaglia il sasso;
     Ma s’ingannò, poichè del premio in vece,
     Su una forca pagonne il giusto fio.


FAVOLA VI.

La Mosca, e la Mula.


UNa vil Mosca sul timone assisa
     A la Mula: Sei pur, dice, tu pigra!
     Vuoi che il collo col mio stilo ti punga?
     E perchè non affretti il tardo passo?
     5Cui l’altra: tue parole io nulla apprezzo:
     Bensì temo colui, che in scanno assiso,
     Le briglie tiene e con maestra sferza
     A suo talento ogni mio passo regge.
     Vanne, e tue folli ciance altrove arreca: