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Pagina:Münter, Friederich – Viaggio in Sicilia, 1831, volume II – BEIC IE4635291.djvu/163

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158 note

ipotesi d'uomini tanto rispettabili cosa rimane a credersi? Io mi persuado che l'acqua marina non ne sia indispensabile, ma che in alcuni particolari casi ed in una certa proporzione influir possa ad accrescere la forza di quel laboratorio della natura. Humboldt ha fatto conoscere che nel 1756 il vulcano Giorullo in America s'infiammò a distanza di 36 leghe dal mare. I vulcani del Messico ne sono assai discosti; il Popocatapec n'è a 37 leghe, Cotopaxi a 40, e quelli del Chili son separati dalle spiagge del mare per una distanza almeno di 100 leghe. Aggiungo che se la concorrenza di quelle acque ne fosse la vera cagione, non si troverebbero tanti vulcani estinti, e tuttavia assai presso le medesime e fin anco nelle isole stesse. Vi è dunque un ignoto germe a cui è dovuta la creazione di quell'arcana combustione; e che forse l'immediata e copiosa unione delle acque marine con il centro del sotterraneo fornello abbia soffocato ed estinto per intero quel germe, piuttostochè esserne il primario e necessario nutrimento. Che se copiosi torrenti di acqua si son veduti qualche volta scender giù da quelle altezze, hanno potuto essere, come si è detto, effetti di repentine pioggie e d'istantanee liquefazioni di nevi, oppure che uscite in una volta siano da fianchi, o da crateri del vulcano provenienti da vicini depositi ammassati da filtrazioni che dalle superficie nell'interno del monte aperte si erano le strade. L'istesso conte di Buffon, il più fervido e zelante sostenitore di quel partito, quasi contraddicente alla sua abbracciata opinione, conchiude: Car l'eau qu'ils rejettent, est certainement l'eau des pluies qui pénètre par les fentes, et qui se ramasse dans les cavités de la montagne — Théorie de la terre, cap. 16.

(2) Nel lib. 6 di Strabone scritto si legge: Inessam, quae in montanis est Etnae habitandam, occuparunt, eique loco Etnae nomen imposuerunt a Catana dissito stadiis 80.