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ed altri luoghi della costa settentrionale dell'Africa. Si può mai credere che vapori elastici in uno stato di straordinaria rarefazione motivo siano stati di sì rapidi ed estesi movimenti, a' quali partiti dal fornello di mina, non avrebbero mancato ostacoli immensi, onde la loro propagazione grandemente ritardarsi ed estinguersi? E potevasi inoltre una sì portentosa massa di tali vapori generare senza veruna apparenza di vulcano potente e smisurato, e senza gagliarde accensioni per tutta la vasta estensione in cui il tremuoto si fè sentire? Quando all'opposto vediamo che quelli i quali han luogo presso i grandi conosciuti vulcani, l'Etna, il Vesuvio, l'Ecla, e di quelli ancora più grandi dell'America, non giungono che a picciole distanze ad assalire le contrade vicine, ed accompagnati sono da smisurati torrenti di fuoco o da enormi visibili infiammazioni.
Un fluido più potente, più elastico, sottile, accensibile, incendiario, sollecito a propagarsi, e di una forza in possesso, che per via di mezzi e conduttori in tempi infinitamente piccoli si diffonde a meravigliose distanze, ed al quale fluido non vi è sostanza forte e tenace che sia, la quale resister possa senza immediatamente scomporsi, è la vera cagione di sì grandioso fenomeno. L'elettricità che, come ho detto al num. i, note al viaggio all'Etna, fa da imponente personaggio nelle combustioni vulcaniche, lo è con maggiore ragione nella produzione de' tremuoti. Non si può in altro modo spiegar l'istantaneità del principio e dell'immediato fine di flagello siffatto, che come un effetto di una smisurata forza elettrica, prodotta da una grande aggregazione dell'elemento che la genera, il quale si è andato concentrando per gradi in un qualche ripostiglio particolare della terra, creduta il general serbatojo dell'elettricità. Nè altra ragione rimane al fisico, con la quale tutte le meteore ed i particolari subalterni fenomeni tutti, di cui vanno sempre