furono alcuni ch'erano con Dolomieu, i quali ardirono di scendervi esperienza che forse nessuno avanti di loro avevano tentato, e che nessuno vorrà in seguito intraprendere. È straordinariamente difficile di scendere nel cratere del Vesuvio; cosa, per quanto si sa, eseguita dal P. la Torre, in un tempo in cui questo non mandava fuori che fumo.
Il più antico di tutti gli autori che parlano di Sicilia è Omero; ma ricordo affatto dell'Etna non si legge nelle sue opere, quantunque, secondo la descrizione dell'Odissea, creder bisogna che Ulisse vi abbia davvicino veleggiato, per esser egli stato presso Scilla e Cariddi. Può da qui con sicurezza conchiudersi, che a' tempi di quel poeta l'Etna non fosse stato considerato come un monte ignivomo conosciuto, dappoichè non è affatto da supporsi che un tal autore avesse lasciato inutile una circostanza che per una poetica fantasia era tanto interessante e ricca. La prima relazione storica che noi abbiamo dell'Etna, come una montagna vulcanica, si trova in Diodoro, il quale racconta che al tempo de' Sicani, probabilmente prima che i Greci fossero venuti in Sicilia, vi sia stata una così violenta esplosione che gli abitanti delle parti orientali, ver-
| Münter, Viaggio. T. II. |
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