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Pagina:Münter, Friederich – Viaggio in Sicilia, 1831, volume I – BEIC IE4742922.djvu/23

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stello difeso da questi demonj ariostici; e si racconta che molte sono rimaste così atterrite, che i loro ragazzi ne mostrano le tristi impronte.

Presso la città trovasi un pajo di fabbriche saracene, una delle quali, chiamata la Zisa, è situata in un ameno boschetto. È in qualche maniera singolare di trovare simili avanzi in tutt'altro luogo che in Ispagna. La Zisa che io vidi è interamente costruita sul gusto de' palazzi orientali; ha delle sale con volte, con pavimenti di mosaico, sorgenti d'acqua ed indorate iscrizioni dell'Alcorano sulle muraglie. Esiste in un lato di tale edifizio una picciola moschea con sua cupola, ed un terrazzo per la guardia destinata ad avvisare l'ora della preghiera. Vi si trovò anni sono una sepoltura, dove giaceva il suo fondatore Emiro. Nella mezza età questo palazzo era celebre, ed in particolare a cagion d'una bella peschiera nel suo giardino, la qual era così grande, che l'Emiro poteva in barca andarvi a diporto. Così raccontasi da Beniamino da Tudela, il quale descrive ugualmente la magnificenza di siffatto palazzo, le cui mura erano coverte di lamine d'oro e d'argento, ed i pavimenti con rappresentazioni ricavate dalle diverse parti del