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sania, sono le seguenti: in aedem Minervae quae chalcioecus vocatur confugit. (Pausania) Hinc ne exire posset, statim Ephori valvas ejus aedis olstruxerunt, tectumque sunt demoliti, quo facilius sub divo interiret. Pare dunque che il sig. Münter non interpreti questo passo secondo la nota di lui intelligenza. Crede ancora costui che tutti i tempj della Grecia appartenenti a Cerere non avessero tetto. Non fu però così, perchè solamente quelli di Giove fulminante, del Cielo e della Luna dovevano esser tali atteso i caratteri di esse Divinità.
(6) Il monte, ove il tempio la maestosa sua fronte innalza, chiamasi adesso Barbaro, ed il fiume. Crimiso, detto ben anco Scamandro, oggi S. Bartolomeo si appella. Il volere stabilire l'antichità di un tempio rapportato a quella di un altro, soffre sempre difficoltà e contraddizioni. Atteso la proporzione del diametro all'altezza delle colonne, sembra che Segesta sia più moderno di quelli di Pesto; ma questi devono essere meno antichi dell'altro per le scanalate loro colonne. Contraddizione!
(7) Venere Urania.
(8) Leggasi ciò che si è detto alla fine della nota numero tre.
(9) Trapani non è situata su d'una isola, ma su d'una penisola. L'autore per equivoco ha preso certamente per diga la strada selciata che dalla città conduce al santuario della Madonna detta di Trapani.
(10) Nel regno di Alfonso si cominciò a pescare del corallo nel mare di Trapani, ove non se ne trova che poco e di bassa qualità. Questa marinaresca industria si estese sino all'isola di Tabarca e ad altre presso la costa di Tunisi, ove si fa la grande e ricca pescagione. Questa naturale produzione, che s'immette nel paese, offre un altro ramo di significante lucro, che numerosi artefici, sì uomini che donne, sogliono ricavare. Tale sostanza, alla